Odissea !
gen 08, 2009 - La gara giorno per giorno.Autore elicara
Non sarà facile raccontare tutto e so che siete in trepidante attesa ma ieri è stata una giornata epica e che passerà sicuramente alla storia della Dakar. Non voglio ancora parlare del pilota moto deceduto, Pascal, la storia è strana ma non è come è stata raccontata in Italia, al momento gli stanno facendo l’autopsia per capire che cosa sia successo, e di sicuro l’organizzazione ha le sue repsonsabilità, ma ripeto, le cose non sono andate come raccontano. Non voglio parlare senza sapere e quindi aspetto di avere notizie più certe da darvi.
Parliamo invece del calvario dei nostri e cercherò di rendere il quadro della situazione.
La speciale di ieri era quasi impossibile. A parte il fesh fesh a cui si stanno quasi abituando ieri sono comparse le dune, impossibili ! I primi 80 km erano di pista abbastanza veloce ma con fesh fesh e dopo il passaggio dei camion (ne partono 3 nei primi 15!) la pista si deteriora in modo incredibile. Quindi già lì sono cominciati gli insabbiamenti. I nostri sono arrivati, con qualche errore di navigazione qua e là, al CP1 e da lì hanno proseguito verso il CP2, in mezzo a vegetazione, ma soprattutto sabbia. Il fatto è che qui la sabbia è nascosta sotto l’erba, non si tratta di dune come in Africa, sono tutte coperte da vegetazione, verde, e quindi non riesci ad intepretare lo spessore e la morbidezza delle dune.
Vi basti sapere che gli ufficiali moto, che ci sono arrivati per primi, non sono riusciti a salire. Si sprofonda talmente che la moto non va avanti. E’ difficile da spiegare. Sali per 30 metri e poi ritorni indietro, girando la moto perchè non ce la fai. Allora ti sposti un po’ più a destra, o a sinistra, e ritenti e avanti così. Alla fine, le moto le hanno passate, ma moltissimi auto e camion, non ce l’hanno fatta e hanno finito per contornarle, perdendo dei wpt, ma uscendo almeno dalla prova.
Fattosta che alle 6 di pomeriggio al bivacco erano arrivate sì e no 20 moto e 10 auto. Fine !
Per un po’ non arriva più nessuno, poi verso le sei e mezza compare Miotto. Sfinito. Non ce la fa quasi a scendere dalla moto. Lo aiutiamo ma ha braccia e gambe completamente demolite. Non riesce neanche a parlare, ma appena comincia a farlo si lamenta perchè ha perso posizioni, perchè è uscito dalla speciale 74° e via così…vorresti quasi picchiarlo ! Non si rende conto che dopo di lui non uscirà più nessuno e che la situazione è disastrosa! Lo capisce con il tempo, quando vede che non arrivano più moto, e neanche auto, se non una ogni tanto.
Nella mattinata Intanto erano arrivate le notizie più incredibili: Sainz capotato e uguale Peterhansel, e ben due vetture bruciate. Una è quella di Christian Lavieille, ufficiale Nissan Dessoude, e l’altra è quella di Yvan Muller, un buggy monoposto, che è bruciato insieme al camion di Elisabeta Jacinto. E’ il suo copilota a raccontare la dinamica. “Yvan si era insabbiato e essendo da solo stava cercando di tirarsi fuori dalla sabbia accelerando. Le ruote dietro giravano a più non posso e creavano così un vortice di sabbia spaventoso. Il camion è arrivato a 80 km/all’ora e accecato dalla polvere lo ha tamponato in pieno! Gli è salito sopra al cofano posteriore e siccome i serbatoi della benzina si trovano proprio lì in un attimo ha preso fuoco. Muller è scappato fuori e lo stesso hanno fatto i ragazzi del camion, estintori in mano, per cercare di spegnere l’incendio. Intanto è arrivato alle loro spalle un altro camion che ha agganciato quello della Jacinto e ha cercato di tirarlo indietro per farlo scendere dal buggy e così cercare di spegnere i due fuochi. Ma il camion era incastrato sul buggy e quindi indietro tiravano sia il camion che la macchina. Non c’è stato nulla da fare: in 5 minuti era tutto cenere !
Intorno alle 19 e trenta sul bivacco scende il buio, ma non per la notte, ma per un temporale con annesso tornado, violentissimo e spaventoso. Due arcobaleni nel cielo, a sovrastare il bivacco sferzato dalla pioggia, ma è niente in confronto a quello che sta succedendo in speciale. Lì piove e grandina, fortissimo, e il tracciato in alcune parti si allaga, in altre si ammolla ancora di più. I piloti sono esposti alla pioggia e da lì comincia il secondo calvario.

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Betta, se non ci fossi tu e questo magnifico blog col cavolo che avevamo informazioni di questo tipo. Ci stai facendo vivere la Dakar quasi come se fossimo li. Sei un mirto, ops scusa, un mito !!!!
gen 08, 2009, 22:34Baci dalla Sardegna
Grazie davvero per chi non potrà mai esserci ma la vive come se ci fosse !
gen 08, 2009, 01:35