Aiutati che Dio ti aiuta

gen 08, 2009 - La gara giorno per giorno.
Autore elicara

Corrado Pattono e Luisa Trucco arrivano al bivacco di San Rafael alle 3 e mezza circa di notte. Inutile ripetere in che condizioni sono…principalmente arrabbiati perchè ovviamente hanno fatto tutta la speciale, fino in fondo, perchè nessuno li ha avvertiti che ci si poteva fermare al CP2 e da lì prendere l’asfalto…E’ ovvio quel che è successo perchè loro sono passati dal CP2 verso le 19, e quindi tutto era regolare – mas o menos – per l’organizzazione.

Ma la loro avventura è cominciata dopo. Alle 20 erano circa a 10 chilometri dal traguardo – ancora con la luce del sole - e davanti a loro c’erano altri tre camion: 2 di assistenza veloce della Mitsu e un altro 6×6. Sono sulle dune e si tengono d’occhio, uno con l’altro, per vedere quale sia la migliore traiettoria da seguire. D’improvviso uno dei camion Mitsu scivola e resta di traverso: impossibile andare avanti o indietro. L’altro scivola, un po’ più indietro ma gli va peggio. Rotola : su un fianco, sul tetto, su un fianco, sulle ruote, su un fianco, sul tetto, e via così per cinque volte. Gli altri accorrono in suo soccorso.

L’equipaggio è illeso, un po’ sotto choc e ammaccato, ma tutto bene, solo che tirare fuori il camion da lì è praticamente impossibile. Corrado e Luisa si parlano in cabina…”Che si fa? Se lo aiutiamo perdiamo almeno un’ora, e incide in classifica…ma non si può lasciarli lì”. In un attimo hanno deciso, restano e li aiutano !

Così si avvicinano al camion con prudenza e studiano il da farsi. Loro sono piccolini con il loro Eurocargo Iveco a 4 ruote e non possono certo raddrizzare il 6×6. Allora l’altro 6×6 suggerisce la strategia, creano un piano d’attacco tutti insieme e si comincia. Cercano di far girare il camion, che intanto è rimasto sul tetto, per poter operare meglio, ma questo manco si muove. Allora il 6×6 lo aggancia da un lato e Corrado dall’altro. Il piano tattico è questo: il 6×6 lo fa rotolare fino a che si rimette sulle ruote e Corrado lo tiene per non farlo ripartire di nuovo in una serie di capotamenti.

Comincia la manovra e mentre il 6×6 tira, Corrado pesta sul freno ma il camion trascina anche lui verso il basso. Aiuto! Piano piano però ce la fanno intanto che l’altro equipaggio del camion Mitsu sta scavando ai piedi della duna per far sì che il 6×6 atterri non su un taglio netto del terreno ma su un materasso di sabbia.

Ce la fanno, in poco più di un’ora. Nel frattempo Luisa ha cercato di avvertire l’organizzazione di quello che sta accadendo. Li chiama attraverso l’Iritrack ma non rispondono – lei ovviamente non può sapere quello che sta accadendo sul resto della speciale – e insiste. Chiama chiama e finalmente rispondono e le chiedono se “sta bene“. Lei risponde che sì, va tutto bene. Ha bisogno di assistenza medica – chiede il PC Course, no dice lei che non riesce a parlare. Ha bisogno di assistenza, di qualche tipo. No ripete lei, ma fatemi parlare. Spiega che stanno tirando su un camion e fornisce il punto. La lasciano parlare e poi le dicono, vuole il codice per sbloccare il Gps. Luisa sta per perdere la pazienza ! No, non mi serve, so dove sono e dove devo andare. L’assurda conversazione prosegue, con ovvie difficoltà visto che si parla attraverso un apparecchio rettangolare che non ha cuffie ma solo due buchetti di uscita, uno per il microfono e uno per la ricezione della voce. Alla fine Luisa non ce la fa più e accetta il codice di sblocco, anche se non sa che farsene, ma quello con cui sta parlando sembra un disco incantato ! MI dia ’sto codice maledetto ! E dopo che glilo ha dato le dice – dopo circa 15 minuti di conversazione – ah, ma non vi preoccupate, la speciale è ferma e quindi non vi verrà preso il tempo all’arrivo !

AAAARRRRRGGGGGGHHHHHH ! E me lo dici adesso ???

Finiscono il lavoro e i 4 camion sono pronti – più o meno, perchè quello Mitsu è una specie di frittella – a ripartire. Solo che adesso è buio pesto e non sanno più come passare sulle dune. Cominciano a girare in tondo per illuminare la zona e per permettere al Gps di captare la rotta, ma non ci riescono. Alla fine trovano delle tracce e le seguono, ma, porca miseria, sono le loro stesse tracce che hanno lasciato loro girando in tondo.

Lo scoramento ti assale in questi casi, non è possibile evitarlo. Ma Corrado è un duro e va avanti a cercare fino a che trovano il passaggio e raggiungono la fine della speciale e poi, dopo 84 chilometri di trasferimento, il bivacco. Sono le tre e mezza di notte !

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