Prima vera tappa della Dakar

gen 07, 2009 - Equipaggi auto, I team italiani, La gara giorno per giorno.
Autore elicara

 

Demoliti. Usano più o meno tutti la stessa parola quando arrivano al bivacco di Neuquen, e in effetti basta guardarli per crederci. I piloti moto e quad sono a pezzi, stanchissimi, e ad attenderli trovano finalmente il sole, e il caldo, oltre ad un vento che da quando siamo partiti non ci ha lasciati un solo momento.

Arrivano in ordine sparso, per primo Miotto, come consuetudine e non a caso è anche quello piazzato meglio in classifica, e per ultimo Zago, che non è indietro come credeva prima di partire.

La speciale è dura, e come annunciato, la Dakar è cominciata con questa quarta tappa. Accorciata rispetto al previsto, per una lunghezza totale di poco più di 370 chilometri, è tecnica nella prima parte, e un po’ rapida, e poi si snoda dentro un rio, non d’acqua ma di sabbia, di trenta chilometri, mostruoso, su per una salita impossibile, in sabbia e poi in 50 simpatici chilometri finali fatti di sabbia, buche ed erba chameaux (anche qui?!).

Le storie da raccontare oggi sono decine e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Miotto è andato bene, ma ha avuto qualche problemino, tanto che sapendo che Ronconi gli parte dietro e che la sua trousse dei ferri è perfetta, si ferma spesso ad aspettarlo per farsi dare una chiave o quello che serve in quel momento. La battaglia fra i due è reale, e in classifica generale li separano solo dieci posizioni…e qualche minuto in effetti. Però se la ridono e fanno a gara su chi la racconta più bella. Miotto è arrivato – tanto per cambiare ! – in ritardo alla partenza alla mattina e ha zigzagato fra moto e tavoli alla partenza facendo inferocire i commissari, con i ragazzi del controllo strumentazione appesi al manubrio che tentavano di attaccare gli adesivi di “controllato” che mettono su a tutti, alla mattina, prima del via. “Fatemi partire, fatemi partire” urlava e questo gli ha causato un bel richiamo alla sera, da parte della giuria moto.

Ronconi, appena uscito dalla doccia, è sereno e rilassato e così ammette di aver “pascolato” un po’, perchè ha lisciato un wpt – uno dei controlli di passaggio del gps, obbligatori – ed è tornato indietro a cercarlo, perdendo circa un quarto d’ora e facendo un po’ di strada in più. Però si diverte: “E’ così diverso qui dall’Africa, sul percorso c’è talmente tanta gente che non hai quasi bisogno di navigare. Se cadi si precipitano ad aiutarti e se chiedi un’ indicazione si fanno in mille per spiegarti la strada”. Però è stanco “sarà il peso degli anni” dice e lo stesso dice anche Cabini che ieri è arrivato parecchio stanco al bivacco. “Dura – ripete – davvero dura. E forse non ho scelto la moto giusta, Ktm 660, perchè è pesante, e io comincio ad avere una certa età”. Ha viaggiato per un breve tempo di speciale con Ghitti, poi quest’ultimo è caduto e lui ha proseguito. Poi si sono ritrovati “era fermo, sulla moto, e gli ho chiesto se andava tutto bene” racconta Ghitti e Cabini – che ha saltato un wpt – risponde “stavo solo riprendendo fiato”.

E riprendere fiato era ben utile su questa speciale così difficile. Il fesh fesh, e la sabbia sono fetidi, morbidi e il rio andava affrontato come un taboga “solo che due curve ti riescono bene, e alla terza cadi” ride Ghitti, che poi racconta. “Sono caduto in un punto in cui c’era un sacco di pubblico e prima ancora di rialzarmi in piedi c’erano già dieci persone che mi avevano rimesso in piedi la moto e due erano addirittura in sella. Vamos mi dicevano e io a cercare di convincerli a scendere dalla sella…non è stato semplice”. “Io invece- riprende Miotto – sono caduto nell’unico punto del percorso in cui non c’era nessuno. Incredibile, sono sempre ovunque e io ho scelto proprio il punto più deserto per cadere. In più mi è rimasta la gamba incastrata sotto la mia Honda e non riuscivo, neanche con tutte le mie forze, a tirarmi su. Ho cominciato a gridare, sperando che qualcuno del pubblico mi sentisse, ma niente. Poi per fortuna è arrivata un altro motociclista e mi ha aiutato”.

Mercandelli sta mangiando un pezzo di torta quando lo incontro: “E’ stanco, ma come al solito non racconta nulla. “Sono caduto, è vero, ma non ti fai nulla, sono cadute da poco, certo che la salita !!. E poi il rio, bella faticata”, e continua a chiedere a tutti come saranno mai le tappe difficili ! Poi incontra don Italo e con sua moglie Erica gli consegna un assegno di 10 mila euro per la sua missione qui in Argentina. E’ contento e orgoglioso e in un momento gli passa la stanchezza. Ha già preso due multe per eccesso di velocità, e gli sono costate 200 euro e 25′ di penalità “e non è giusto, o i soldi o i minuti, perchè tutti e due? ”

Poi arriva Zago, o meglio, quello che resta di lui. E’ demolito, ma sorride, e ti credo, è arrivato al bivacco e questo, ogni sera, per lui, è una vittoria. La sua moto però è un po’ conciata “ogni giorno perdo un tocco – dice, in veneto – e se continuo così la perdo tutta”. Oggi è toccato al paramotore che contiene anche il serbatoio dell’acqua e senza quello i commissari non ti lasciano ripartire…per cui, anche stasera, Zama deve lavorare sulla Yamaha di Zago. Non è mai caduto, ma il paramotore lo ha perso al fondo della salita da paura, si è staccato e lui è partito per affrontare la salita prima di accorgersene: “era talmente ripida e sabbiosa che ho chiuso gli occhi e ho pensato, speriamo bene”. Poi quando è arrivato in cima si è accorto del paramotore, ma ormai…a tornare indietro per recuperalo non ha pensato neanche un istante.

 

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7 commenti , vuoi dire la tua?

  1. Ferruccio Scrive:

    Claudio ocio a non perder altri tocchi, la prossima volta che ne vedem ghe bevem sora en gozo.Ciao

  2. Francesco Catanese Scrive:

    Elisabetta un bacio a te e salutami Miotto, Ghitti e il mitico Zago!!!
    Digli di tener duro.
    Cavolo, deve essere allucinante quella gara…

  3. Klaus Scrive:

    Elisabetta e Lele, ancora complimenti di cuore per il bellissimo lavoro/servizio che state facendo/dando.

    Un saluto, bravi!

    KN

  4. Sebastiano Merlino Scrive:

    Ciao Betti, grazie per farci vivere in diretta queste emozioni dal sud america. In bocca al lupo a tutti voi. Un forte abbraccio. Seba.

  5. matteo Scrive:

    Dai Mirco, la vera vittoria è se arrivi in orario alla partenza della tappa almeno una volta in vita tua!!!!!
    Noi dall’Italia facciamo tutti il tifo per te e tutti gli altri “pazzi” italiani che si sono imbarcati in questa tremenda e meravigliosa gara.

    MATTEO

  6. odd1 & luca honda80 Scrive:

    grande Mi8.Ormai stacci fino alla fine così quando torni STAPPIAMO IL TERMOS….(in cu…..al MONDO).Tuoi fan luca e oddone

  7. Davian Scrive:

    Thanks for sharing. What a peluarse to read!

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