Seconda tappa durissima !

gen 05, 2009 - La gara giorno per giorno.
Autore elicara

 

Ha detto bene Carlo Alberto Mercandelli all’uscita della prova speciale, la seconda di questa Dakar: “Ma se queste sono le tappe facili, le difficili come sono?” E ha ragione perchè queste tappe sono spaventose, non tanto per la difficoltà in sé quanto per la polvere. Praticamente un incubo che rende tutto più difficile e soprattutto pericoloso. Cominciamo dagli ufficiali.

Marc Coma è arrivato per secondo al traguardo, dopo Frans Verhoeven che oggi ha vinto la sua prima tappa alla Dakar. L’olandese era sereno e tranquillo, ha detto di non aver tirato troppo – difficile crederci – e di aver azzeccato una nota difficile mentre gli altri hanno tardato a trovarla. Così ha superato un paio di moto ed è arrivato per primo al traguardo. Coma invece ha fatto la sua comparsa qualche minuto dopo, anche se in realtà in classifica è 17° di speciale con un ritardo di oltre dieci minuti.

Appena compare si capisce che qualcosa non va. La sua giacca, nella parte destra è bagnata fradicia di olio, e guardando meglio, anche la moto è inondata d’olio.

dsc_0206Si è rotto il radiatore dell’olio e lui ha tentato di ripararlo con un po’ di pasta: questo lo ha costretto a fermarsi in speciale e a perdere tempo prezioso, ed è stato lì, dice lui, che Frans lo ha passato. “Ho rotto il radiatore al km 108 della speciale (che era di circa 200) e lui mi ha passato. La speciale era bella, veloce, con un po’ di fesh fesh e nella parte centrale c’era qualche difficoltà di navigazione”. Una recizione, della quale bisognava trovare l’entrata, i famosi cancelli delle proprietà private da attraversare che oggi hanno caratterizzato la prova.

Beve qualcosa, mentre i meccanici gli sistemano la moto in assistenza, a lato della strada, con un vento e una polvere spaventosi, e nel frattempo arriva Despres.

Il suo umore non è dei migliori. Si toglie il casco, rotto e senza visiera, e nel frattempo ci rendiamo conto che la sua moto è conciata proprio male…”Mi sono accorto dopo pochi chilometri dalla partenza che la moto aveva un comportamento bizzarro – ha spiegato con pazienza il francese – e ho pensato, ecco qui, ho rotto nuovamente la ruota, ho rotto la mousse (cosa che gli era successa ieri, quando tutti invece dicevano che si era perso). Così mi sono fermato e ho controllato il posteriore ma la ruota era a posto…in compenso – dice amaramente – perdevo olio dall’ammortizzatore e dopo pochissimo ho cominciato a sentire che la molla non funzionava più. Così ho corso cercando di fare attenzione ma ad un certo punto della speciale, mentre viaggiavo con altri 4 piloti, a 20 all’ora, ho trovato qualcosa nella sabbia, una pietra, uno scalino, non so e l’ho colpito con la ruota. La moto mi ha disarcionato e io sono volato via…Con i vari danni che si vedono. Antenne rotte e quindi GPS fuori uso. A quel punto ho seguito gli altri piloti fino al traguardo” conclude tenendo in mano il casco senza più visiera.

E’ un po’ sconsolato mentre ripete un altro giorno da dimenticare, e lo stesso dice Casteu nonostante abbia recuperato posizioni : ha chiuso 24° assoluto, ma partendo 68° alla mattina ha rischiato tanto nei sorpassi e nella polvere.

Segnala questo articolo sui Social Network
[del.icio.us] [Digg] [StumbleUpon] [Technorati]

Scrivi un commento